Donde el silencio habla y la naturaleza canta

El paisaje junto a mi recámara Cada día antes de que el mundo me pida algo, yo le pido al cielo que me reciba. Salgo al balcón y allí está: el milagro repetido, siempre igual y siempre nuevo. Un océano de verdes se extiende ante mí, las copas de los árboles se mecen como si me saludaran, y las aves en su danza silenciosa o en su canto vibrante, parecen contarme secretos que solo el alma entiende. En ese instante no hay prisa, no hay relojes. Solo este corazón que late más fuerte, como si reconociera en lo que ve, algo sagrado. Hay una presencia en el aire, una ternura que no se toca con las manos pero que abraza el espíritu. La luz del sol ya sea dorada al amanecer, suave como un susurro tibio en la tarde, o fuego al caer el día. Es un lenguaje que entiendo sin palabras. Me habla de ciclos, de esperanza, de renacimiento. Las ardillas corren sin miedo, y yo en silencio, aprendo de ellas la alegría ...

Perché l’autoconoscenza è fondamentale per vivere meglio

Introduzione

Prima di iniziare, ho bisogno che tu sappia che tutto ciò che condivido qui è ciò che ho vissuto, ciò che ho imparato e ciò che ha funzionato per rendere la mia vita migliore.

Sono infermiera e personal trainer. Non sono psicologa né nutrizionista.

Non ti dirò cosa devi o non devi fare. Quello che farò, invece, è invitarti a cercare supporto professionale ogni volta che sarà necessario.

Tu sei una persona unica, con la tua storia e i tuoi processi, e meriti di avere una guida adeguata.

Questo spazio si chiama Hagamos la Vida Mejor e si fonda su cinque pilastri: salute con benessere, movimento consapevole, nutrizione equilibrata, autocura e autoconoscenza.

E oggi voglio parlare del pilastro che ha trasformato la mia vita: l’autoconoscenza.

Come è iniziato tutto

C’è stato un momento nella mia vita in cui ho iniziato a guardarmi più in profondità. Il mio lavoro è stato e continua a essere quello di sostenere, prendermi cura e accompagnare gli altri. Per molto tempo ho pensato che andasse tutto bene, che stessi facendo la cosa giusta, che fossi sulla strada corretta.

Anche nei momenti in cui sentivo che mi mancava qualcosa, mi dicevo: la vita è così, Karina, quello che senti è normale, passerà.

Nel campo della medicina si parla di benessere integrale. Quelle due parole hanno iniziato a risuonare nella mia testa e un giorno qualcosa ha cominciato a mettersi in ordine dentro di me. Sono nate domande semplici ma profonde: come sto io?, quello che faccio è buono per me?, cosa mi manca per rendere la mia vita migliore?

Mi sentivo confusa. Avevo bisogno di capire cosa mi stesse succedendo, così ho cercato aiuto professionale. Quel percorso di accompagnamento mi ha aiutata a guardarmi con maggiore chiarezza.

Mi sono resa conto che ciò che facevo con tanta dedizione mi stava stancando, stressando e disconnettendo da me stessa.

Ho capito che non sapevo stabilire limiti, che non avevo rispettato i miei tempi, che non ascoltavo il mio corpo quando aveva bisogno di riposo. Mi stavo sempre rimandando.

Ho compreso che, se volevo una vita con un benessere reale, dovevo iniziare a fare cambiamenti partendo da me. Avevo bisogno di conoscermi meglio. Ed è così che l’autoconoscenza ha occupato un posto centrale nella mia vita.

Che cos’è per me l’autoconoscenza

È la base di tutto. Perché quando ti conosci meglio, ti ascolti di più, ti osservi con maggiore attenzione e capisci chi sei, cosa cerchi, di cosa hai bisogno e cosa non vuoi per la tua vita.

Conoscermi mi ha permesso di prendere decisioni più consapevoli, di dire no a ciò che non mi faceva bene, ho iniziato a lavorare sulle mie emozioni invece di ignorarle e a vivere con scopo, dando senso a ciò che facevo.

Conoscerci non è sempre comodo, perché vediamo aspetti di noi che a volte non ci piacciono. A volte ci mette di fronte a cose che non vogliamo vedere, ma allo stesso tempo libera, perché quando comprendiamo ciò che ci accade possiamo scegliere diversamente e iniziare a prenderci cura di noi in modo migliore.

Autoconoscenza e salute con benessere

La salute e il benessere non dipendono solo da diagnosi, trattamenti e protocolli medici, ma anche dalla capacità della persona di riconoscere e comprendere i propri segnali fisici, emotivi e mentali, per poter chiedere aiuto e agire in tempo.

L’autoconoscenza ci aiuta ad ascoltare e comprendere il corpo, a notare cambiamenti precoci, a riconoscere sintomi e a renderci conto delle abitudini che proteggono o danneggiano la nostra salute.

Quando ci conosciamo meglio, seguiamo meglio i trattamenti, prendiamo decisioni più consapevoli e ci assumiamo la responsabilità della nostra salute, migliorando così la qualità della vita.

La salute non è solo l’assenza di malattia, ma anche la capacità di ascoltare il corpo, rispettarlo e agire in tempo.

Autoconoscenza e movimento consapevole

Il movimento è diventato vitale nella mia vita quando ho iniziato ad ascoltare il mio corpo.

C’è stato un momento in cui il dolore è arrivato e si è imposto con forza. Questo mi ha obbligata a fermarmi, osservare e chiedermi cosa mi stesse succedendo.

Ho capito che il mio corpo non mi stava tradendo, ma mi stava parlando. Il dolore non era un nemico, ma un segnale che mi invitava a prendermi cura di me e a muovermi in modo diverso.

L’autoconoscenza mi ha aiutata ad adattare il movimento alle mie possibilità, a rispettare i miei tempi e a non arrendermi davanti a una diagnosi.

Ho compreso che il corpo può adattarsi e rafforzarsi quando viene accompagnato con costanza, pazienza e ascolto.

Oggi il movimento consapevole è uno strumento centrale del mio benessere: mi fa sentire forte, autonoma e viva.

Autoconoscenza e nutrizione

La nutrizione è sempre stata presente nella mia vita. Fin da piccola ho imparato l’importanza di una buona alimentazione e di scegliere alimenti di qualità.

Con l’autoconoscenza ho imparato a nutrirmi con maggiore intenzione. Non solo mangiare sano, ma mangiare in base a come sto, a ciò di cui ho bisogno e a ciò che desidero coltivare per la mia salute.

Per me la nutrizione non riguarda solo piani, regole o restrizioni. È anche un modo per prendersi cura della salute, rispettando ogni persona come unica, con la propria biologia e i propri bisogni.

Autoconoscenza e autocura

Dalla mia esperienza, l’autocura non può esistere senza l’autoconoscenza.

Prima non mi prendevo cura di me perché non mi conoscevo abbastanza. Non sapevo cosa mi facesse bene, cosa mi consumasse.

Vivevo concentrata nel seguire e rispettare regole, senza fermarmi a notare come mi sentivo né come questo influenzasse il mio benessere.

Con l’autoconoscenza ho imparato a riconoscere questi segnali, a mettermi al primo posto e ad agire a favore del mio benessere, e questo ha fatto sì che l’autocura diventasse qualcosa di naturale e spontaneo.

Oggi mi prendo cura di me meglio perché mi conosco meglio.

Conclusione

L’autocura non è una meta, ma un cammino che si costruisce giorno dopo giorno.

Solo tu puoi costruire e percorrere il tuo cammino per rendere la tua vita migliore.

>Con affetto e rispetto,

Karina di: Hagamos la Vida Mejor

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